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Quando gli Organi competenti diventano un’entità misteriosa

Idee & Opinioni BUROCRAZIA & CITTADINANZA

Sul Corriere del 1° maggio, Dario Di Vico ha scritto che il «supercommissario» Enrico Bondi «deve agire più come un ombudsman dei contribuenti che come un ministro aggiunto e di conseguenza deve rimuovere le resistenze della burocrazia laddove con tutta evidenza esistono». Parole sante (anche se viene da chiedersi se ai ministri non spetti proprio il dovere di «rimuovere le resistenze della burocrazia», senza bisogno di «supercommissari»). In ogni caso, le «resistenze» non sono da vincere solo là dove provocano aumenti ingiustificati della spesa pubblica, ma anche là dove si traducono in violazione o ritardata soddisfazione dei diritti e delle legittime aspettative dei cittadini. A questi sta a cuore, naturalmente, l’ eliminazione degli sprechi o delle spese inutili, ma pure l’ adempimento sollecito delle funzioni che le amministrazioni sono chiamate a svolgere. Lo Stato «serve» ai cittadini e alla comunità: sono solo i nostalgici dello «Stato minimo» che guardano esclusivamente all’ entità della spesa pubblica e non si preoccupano della sua qualità, cioè della capacità delle amministrazioni di adempiere ai loro compiti. Le amministrazioni pubbliche del nostro Paese sono certo in vari casi sprecone, ma forse più spesso sono inefficienti e incapaci di rispondere alle attese dei cittadini. Le racconto un episodio, che temo non sia isolato. Un ragazzo marocchino, che vive in Italia da tempo immemorabile, e nel 2002 è stato adottato (già maggiorenne) da due cittadini italiani, chiede nel 2009 la cittadinanza italiana, come è previsto dalla legge per gli stranieri adottati da italiani. Il 4 gennaio 2011 il Ministero degli Interni comunica che il decreto di conferimento della cittadinanza «è stato predisposto in data 16 dicembre 2010 (.) ed inviato alla firma degli organi competenti». Passa un anno, e nulla giunge all’ interessato. Il 27 febbraio 2012 vengono chieste con raccomandata informazioni sullo stato della pratica. Il 28 marzo 2012 il Ministero comunica che «il decreto di concessione è stato inviato alla firma degli Organi competenti», e che «non appena possibile si provvederà alla trasmissione alla competente Prefettura per i successivi adempimenti». Naturalmente da allora non è successo nulla. Ma chi sono questi «Organi competenti» che, per firmare un decreto già predisposto, ci pensano su per più di un anno e quattro mesi? E che amministrazione è quella che dopo oltre un anno non sa rispondere alla richiesta di informazioni se non ripetendo ancora, come un mantra, che l’ atto «è stato inviato alla firma»? Ecco perché vorremmo tanto un «supercommissario» anche per l’ eliminazione degli sprechi di tempo a danno dei cittadini e dei loro diritti.

Presidente emerito della Corte Costituzionale

Onida Valerio