Vocabolario della democrazia

Progetto Digitale

Il progetto Vocabolario della Democrazia

PRESENTAZIONE

Il progetto Vocabolario della Democrazia nasce come attività dell’Associazione di cultura politica Città Costituzione, presieduta da Valerio Onida (Professore emerito di diritto costituzionale e Presidente emerito della Corte costituzionale), che promuove la riflessione e il confronto su temi politico-culturali nella cornice del Patto costituzionale, con particolare attenzione alle questioni di maggiore rilievo per la città e l’area metropolitana di Milano.

Al fine di suscitare interesse e responsabilità nelle giovani generazioni per le scelte politiche che definiscono la qualità della vita pubblica, Città Costituzione propone alle scuole un percorso, destinato agli studenti del III-V anno di liceo, che prende avvio dalle parole-chiave della Democrazia per approfondire criticamente, sotto il profilo giuridico, ma anche storico e filosofico, concetti del pensiero costituzionalistico e meglio comprendere l’agire delle Istituzioni.

Le parole non sono “solo parole”, ma traducono e conducono il pensiero e l’azione: conoscerle e appropriarsene costituisce la prima difesa contro l’impoverimento della pratica democratica, che nell’era della comunicazione non di rado si realizza mediante la manipolazione e la semplificazione del linguaggio.

Il progetto “Vocabolario della Democrazia” propone quindi di approfondire il significato di “parole-chiave”, capaci di nutrire concetti ed istituti che costituiscono il fondamento della vita costituzionale del nostro Paese ma anche idee-forza, e processi volti a tradurre nella realtà concreta, incarnandoli, i valori essenziali che fondano la convivenza civile.

Nelle scorse edizioni del progetto si sono approfonditi i concetti di Legge, Maggioranza/Minoranze, Laicità, Rappresentanza, Popolo e Solidarietà.

La supervisione del Progetto è affidata al Presidente e al Segretario generale dell’Associazione; il coordinamento nelle diverse scuole per la definizione in concreto dei contenuti, delle modalità e dei tempi di intervento è curato da Davide Zanoni (studente universitario al III anno del corso di laurea in giurisprudenza).

Il percorso è così articolato: un incontro introduttivo comune a tutte le scuole che aderiranno all’iniziativa cui partecipa il Presidente dell’Associazione; una lezione con uno studente universitario per affrontare i problemi base, due lezioni frontali (e successiva discussione) tenute da uno studioso di diritto costituzionale (dottorando di ricerca, ricercatore universitario o avvocato) in collaborazione con uno studente universitario; un incontro di restituzione nel corso del quale i partecipanti potranno presentare un loro elaborato scritto o una proposta.

Agli studenti viene richiesta una collaborazione attiva nella ricerca dei diversi significati, dei contenuti delle parole-chiave selezionate, attraverso l’esame di provvedimenti giudiziari o amministrativi, di leggi o altri atti istituzionali, di dichiarazioni di politici.

Progetto per l’anno scolastico 2014/2015

Parola chiave: SOSTENIBILITÀ
Declinazione: la cura dei beni comuni fra politica e diritti fondamentali per
una democrazia sostenibile

La questione della cura dei beni comuni e della gestione dei servizi pubblici che li distribuiscono alla collettività sta assumendo un ruolo centrale nel dibattito pubblico, politico e scientifico quale snodo cruciale da cui passa il tema della sostenibilità della nostra democrazia.

I beni comuni sono infatti quei beni naturali ma anche sociali (si pensi all’acqua, all’aria, al cibo, alle fonti di energia, ma anche alla sanità e all’istruzione) fondamentali alla sopravvivenza e alla vita dignitosa della persona umana, ragion per cui deve esserne garantito l’accesso a tutti e la conservazione quantitativa e qualitativa per le generazioni future.

Tuttavia, da un lato, lo sfruttamento selvaggio e senza regole dei beni comuni li ha resi risorse scarse e a rischio di esaurimento; dall’altro lato, le politiche neoliberiste condotte negli ultimi decenni a livello nazionale, internazionale e sovranazionale, volte alla privatizzazione e liberalizzazione dei servizi pubblici, hanno dato origine ad allarmanti fenomeni di esclusione delle fasce sociali più deboli dall’accesso a beni fondamentali per la vita (si pensi ai casi di interruzione della fornitura del servizio idrico per morosità nel pagamento delle bollette) con una conseguente accentuazione di quelle diseguaglianze sostanziali delle quali l’art. 3, secondo comma, della nostra Costituzione chiede l’eliminazione.

Ciò ha determinato, inoltre, un progressivo spostamento del potere decisionale nella gestione dei beni comuni dal circuito della rappresentanza democratica statuale ai grandi centri di potere economico privato ultrastatuali, con grave lesione del principio democratico di cui all’art. 1 della Costituzione.

Risulta pertanto urgente riflettere sull’esigenza di riportare tali decisioni in capo alle istituzioni democraticamente elette che dovrebbero essere le più autentiche rappresentanti dell’interesse generale, del bene comune.

Tuttavia, la globalizzazione, l’attuale crisi della democrazia, la sfiducia nella politica e nelle istituzioni, gli stringenti vincoli economici e finanziari etero-imposti agli Stati, nonché le prove di inefficienza e corruzione date dal modello di gestione pubblica dei beni comuni pongono seri interrogativi sulla capacità del circuito democratico-rappresentativo di svolgere ancora il suo compito e sulla capacità della stessa dimensione nazionale ed europea di far fronte alla forza bruta di un potere economico che sfugge completamente al controllo dello Stato democratico.

La soluzione al dramma dei beni comuni non può allora fare a meno di passare per il diritto e la legalità. In particolare, oltre che da una scelta oculata del metodo di gestione del servizio, essa potrebbe passare dal riconoscimento in capo agli individui di diritti fondamentali che abbiano ad oggetto l’accesso ai beni fondamentali.

Sul punto, è vivace a livello nazionale, internazionale e sovranazionale il dibattito relativo alla configurabilità di un diritto all’acqua e al cibo. Interessante sarà la ricognizione dei numerosi documenti e materiali prodotti da questo dibattito che contengono la rivendicazioni di tali diritti sul piano politico-istituzionale. Più problematica e tutta da costruire sarà invece la configurabilità sul piano tecnicogiuridico di un vero e proprio diritto all’acqua e al cibo, che vincoli lo Stato alla sua attuazione attraverso la configurazione di obblighi di prestazione a carico di quest’ultimo e che consenta al singolo, titolare del diritto, di chiederne la tutela dinanzi ad un giudice, eventualmente riconducendolo nell’ambito del diritto, costituzionalmente garantito, alla salute (art. 32 Cost.).

La parte generale: beni comuni e democrazia sostenibile

Il percorso

1. Incontro introduttivo

La quarta edizione di Vocabolario della Democrazia si è aperta con la lectio magistralis del prof. Valerio Onida su “Bene comune e beni comuni nella Costituzione repubblicana”

L’appuntamento è stato anche l’occasione per spiegare natura e obbiettivi dell’iniziativa

2. In preparazione all’incontro con il Ricercatore

Lo studente universitario referente ha guidato il brain storming in classe sottoponendo agli studenti i seguenti spunti di riflessione:

Cosa sono e quali sono per voi i “beni comuni”?

A chi sono “comuni” i beni comuni?

Come andrebbero gestiti e da chi?

La nostra Costituzione li prevede?

Sono state annotate le idee dei ragazzi che hanno costituito il punto di partenza della successiva riflessione guidata dal ricercatore.

Il brain storming inoltre è stato utilmente preceduto da una spiegazione da parte del docente accompagnata con la lettura guidata in classe dei seguenti articoli:

P. Folena, Cosa sono i beni comuni e perché sono tanto importanti, in Europei Globali, Politica Nazionale, Quale Stato, marzo 2005, reperibile su www.pietrofolena.net/blog/?p=15

E. Pellecchia, Beni comuni e diritti fondamentali della persona: un’analisi giuridica,in http://scienzaepace.unipi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=140:beni-comuni-e-dirittifondamentali-della-persona-unanalisi-giuridica&catid=17:democrazia-e-diritti

3. Incontro con il Ricercatore

Il ricercatore ha incontrato gli studenti in un appuntamento di due ore, durante il quale ha affrontato i seguenti temi (segnaliamo per ognuno la bibliografia utilizzata dal ricercatore):

Il dibattito sui beni comuni: proposte e critiche

S. Rodotà, Il valore dei beni comuni, La Repubblica, 5 gennaio 2012, reperibile su http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/05/il-valore-dei-beni-comuni.html

E. Vitale, Contro i beni comuni, Una critica illuministica, Laterza, 2013

Per un approfondimento: A. Lucarelli, La democrazia dei beni comuni, Laterza, 2013, cap. III – IV

La gestione dei beni comuni fra pubblico, privato e comunità

E. Ostrom, Governare i beni collettivi, Marsilio editori (capp. 1, 2, 3, 6)

G. Hardin, La tragedia dei beni comuni, reperibile su

www.oilcrash.com/italia/tragedy.html

L. Bruni, L’economia nell’era dei beni comuni: la tragedia, le sfide, le possibili soluzioni, reperibile su http://matematica.unibocconi.it/articoli/l%E2%80%99economia-nell%E2%80%99era-dei-beni-comuni-latragedia-le-sfide-le-possibili-soluzioni

Per un approfondimento: V. Pazé, In nome del popolo, Il problema democratico, Laterza, 2011

Approfondimento

L’acqua come bene comune e come diritto fondamentale

In preparazione all’incontro con il Ricercatore

Ai ragazzi è stata proposta la lettura del seguente articolo di cronaca:

Lettera al Sindaco: a Velletri centinaia di distacchi dell’acqua, 15 aprile 2014

http://comitatoacquavelletri.blogspot.it/2014/04/lettera-al-sindaco-a-velletri-centinaia.html

L’articolo tratta del tema dei distacchi delle forniture di acqua in seguito al mancato pagamento delle bollette. Lo scopo di tale lettura è stato di stimolare l’attenzione al tema della qualificazione dell’acqua come bene comune e come oggetto di un diritto fondamentale.

2. Incontro con il Ricercatore

Il ricercatore ha incontrato gli studenti in un appuntamento di due ore, durante il quale ha affrontato i seguenti temi:

L’acqua come bene comune nel dibattito politico italiano ed europeo

Il referendum “Acqua bene comune”

Ciervo, I beni comuni, Ediesse, 2013, pp. 158-176

Corte cost. sentt. nn. 24 e 25 del 2011 e n. 199 del 2012.

Altre iniziative politiche

Modifica dello Statuto del Comune di Milano dell’8 ottobre 2012, che inserisce, all’art. 79, il comma 6, sul riconoscimento dell’acqua come bene comune e come diritto inalienabile e del servizio idrico come servizio a carattere pubblico https://acquapubblicamilano.wordpress.com.

Proposta di legge di iniziativa parlamentare n. 2175, presentata l’11 marzo 2014, sulla gestione pubblica delle acque e la ripubblicizzazione del servizio idrico http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0021270.pdf.

Iniziativa dei cittadini europei (ICE) sul riconoscimento del diritto fondamentale all’acqua e la promozione dell’erogazione dei servizi idrici e igienico-sanitari come servizi pubblici accessibili a tutti

http://contrattoacqua.it/campagne/campagne-in-partenariato/iniziativa-di-cittadinanza-europea-ice/

http://www.acquabenecomune.org/ice/2593-la-ce-si-sottrae-alle-proprie-competenze

Il riconoscimento del diritto all’acqua come diritto fondamentale dell’uomo

– A livello internazionale

E. Cangelosi, Il diritto umano all’acqua, in Storia e Futuro, n. 32, giugno 2013 http://storiaefuturo.eu/il-diritto-umano-allacqua/ (per una panoramica del progressivo riconoscimento del diritto all’acqua a livello internazionale).

– A livello sovranazionale-europeo

S. Squarcina, Il Parlamento europeo e il diritto universale all’acqua

http://contrattoacqua.it/public/upload/1/2/tab_elms_docs/13278296761-acqua-e-pe.pdf

(per una sintetica rassegna delle attività del Parlamento europeo sul riconoscimento del diritto all’acqua).

– A livello nazionale

L. Ferrajoli, Sull’acqua come bene vitale, Roma, 22 marzo 2014

http://contrattoacqua.it/public/upload/1/2/tab_elms_docs/1405601179la-costituzionalizzazione-dellacqua-e-dei-beni-comuni-a-cura-di–l.-ferrajoli.pdf

(per un approfondimento: R. BRIGANTI, Il diritto all’acqua: tra tutela dei beni comuni e governo dei servizi pubblici, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2012).

Conclusione

Realizzazione di un progetto da parte dei ragazzi
Proposta di gestione di un bene comune: l’Acqua

Ai ragazzi sono state infine presentate quattro proposte per la redazione di un progetto finale, quali:

l’ideazione di un modello di gestione di un bene comune loro assegnato,

un’analisi critica delle esperienze di gestione dei beni comuni che si sono succedute nel tempo,

una ricerca riguardante l’atteggiamento tenuto dai partiti politici, nazionali ed europei, nei confronti dei beni comuni,

la redazione di un saggio breve contenente un’analisi dei problemi relativi alla tematica in questione, integrata con riflessioni personali.

La scelta è ricaduta sulla prima opzione. I ragazzi sono stati quindi suddivisi in due gruppi, corrispondenti alle loro classi, ed è stato loro assegnato come bene comune da “gestire” l’Acqua. Una volta analizzate le problematiche legate al bene assegnato e redatta una proposta di gestione tenendo in considerazione le caratteristiche dello stesso, i due gruppi si sono scambiati gli elaborati al fine di muovere osservazioni e critiche al lavoro dell’altra classe.

Alla base della realizzazione del progetto vi sono le riflessioni e gli esempi esposti durante le lezioni tenute dal ricercatore, ma anche spunti derivanti da modelli di gestione praticati nella realtà nazionale, europea e globale.

Il progetto migliore è stato premiato dall’Associazione. Questo progetto, arricchito dalle osservazioni dell’altra classe, verrà presentato dai ragazzi al Vivaio Scuole del Padiglione Italia in occasione di Expo.

Bando Concorso “Sostenibilità”

(progetto Vocabolario della Democrazia – IV edizione )
Verbale della Commissione per la selezione

A seguito dell’esame degli elaborati pervenuti il 29 maggio 2015 nell’ambito del concorso “Sostenibilità” compiuto dalla Commissione giudicatrice nominata dal Consiglio direttivo e composta dalla Prof.ssa Barbara Randazzo, dal Prof. Valerio Onida e dalla Dottoressa Alessia Valentino, l’Associazione Città Costituzione, nella persona del suo Presidente, Prof. Valerio Onida, premia come vincitori i seguenti elaborati:

Saggio Breve:

Classe che ha partecipato: 5le dell’istituto Ettore Conti

traccia: Internet come bene comune

Vincitore: Gabriele Calì

Motivazione: per l’impegno e l’interesse dimostrati dallo studente, per la pertinenza e la chiarezza delle argomentazioni svolte, per il buon livello di approfondimento del tema e per l’originalità delle idee proposte.

Per l’elaborazione di un modello di gestione del bene comune acqua:

Classi che hanno partecipato: 5lb dell’Istituto Ettore Conti e classe 4f del Liceo Linguistico Manzoni.

Vincitori: classe 5lb

Carlo Corbani,

Diana Dy Dela Cruz,

Michele Galimberti,

Eufemia Milelli,

Elena Schinelli,

Martina Villareale

Motivazione: per l’ottimo lavoro di squadra, per la quantità e la diversità degli aspetti tenuti in considerazione nell’elaborazione del modello e per il pregio delle idee e soluzioni esposte.

Milano, 15 giugno 2015
(Prof. Avv. Valerio Onida)
Presidente